Tempi moderni, politica e società del rancore
Premessa Non parto da un’idea astratta, ma da ciò che vedo e vivo quotidianamente, quando esco di casa, quando entro in un supermercato, quando prendo un autobus o guido nel traffico. Percepisco con nettezza un clima diverso rispetto al passato. Non è una suggestione vaga: è un dato esperienziale che si ripete e che colgo nei gesti più bruschi, nei toni più alti, negli sguardi più diffidenti, nella rapidità con cui scatta l’irritazione. Non sto dicendo che “tutti” siano aggressivi, né che non esistano ancora gentilezza o solidarietà, ma di certo una tonalità emotiva diffusa è indiscutibile: una tensione di fondo che rende le interazioni più fragili, più facilmente conflittuali, meno pazienti. Dove un tempo bastava un gesto di cortesia, oggi basta un nulla per innescare una reazione sproporzionata. Mi interrogo sul significato di questa inquietudine, della rabbia, del diffuso senso di insicurezza, che trova espressione sia nella dimensione privata che, in modo eclatante, in quella pubbl...