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Francesco, il Santo Impossibile.

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Scrive oggi, 22 febbraio 2026, Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera dell'ostensione del corpo di Francesco e dei 400mila pellegrini prenotati per poterlo vedere. Personalmente non condivido la scelta fatta. Francesco notoriamente non aveva in gran pregio il proprio corpo, lo definiva " frate asino ", poichè nella sua mente esso doveva servirgli come supporto, come mezzo di trasporto della sua anima e del suo cuore. Esporlo oggi come un simulacro da venerare sembra quasi un controsenso filologico rispetto al suo pensiero. C'è un paradosso sottile nel trasformare in un oggetto di attrazione proprio quella spoglia che lui aveva deprivato da ogni importanza, se non quella della fatica e dell'obbedienza allo spirito. Sia come sia, però, questo evento ha avuto il pregio di riportare all'attenzione generale la figura straordinaria, immensa, ingestibile di Francesco d'Assisi, figura talmente viva ed attuale e concreta da far paura ancora oggi. C’è infatti qualcos...

Nina

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Il vento, a febbraio, ha scarso riguardo per i pensieri. Soffia di traverso, cattivo, lungo il fiume all’altezza di Trastevere, portando con sé quell’odore inconfondibile di limo e di acqua mossa, di pietra bagnata e di tempo che ristagna tra le banchine. È un sentore antico, che mescola il fango del fiume al respiro freddo dell’inverno romano. I platani sono giganti frustati, le loro fronde scheletriche gemono sotto i colpi delle raffiche, mentre le foglie morte, rimaste a marcire sul selciato, vengono sollevate in piccoli vortici disperati contro i tronchi rugosi. Tutto intorno, le grida dei gabbiani compongono una musica di scena arcaica e sola, un lamento che sembra sgranarsi direttamente dal cielo metallo per infilarsi sotto la pelle, insieme a una pioggerellina sottile, quasi un vapore freddo, che si deposita sul bavero del cappotto. Sembrano voci di secoli morti, stornelli alterati di amori dispersi. Sembrano lamenti. Proteste al destino. Cammino, con le mani affondate nelle tas...

L’Inganno dell’obsolescenza: cronaca di una resistenza necessaria.

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Nell'ormai lontano 2012 acquistai un bel MacBook Pro Retina, per farne il mio portatile principale. Macchina eccellente e performante. La caratteristica dei Mac è (era) un prezzo un po' superiore alla media dei PC ma con la prospettiva di una durata superiore. In effetti quel portatile è sopravvissuto ufficialmente per otto anni (2012-2020). Poi, per altri tre anni, è rimasto in un limbo di aggiornamenti di sicurezza minori su Catalina, fino a quando è stato definitivamente abbandonato al suo destino. Un gran peccato, perchè era e rimaneva un eccellente strumento informatico. Fatto sta che a causa di questa scelta della casa madre, sono stato costretto a metterlo a riposo, praticamente dimenticato su un ripiano, fino al "ritrovamento" di qualche giorno fa.... con la indispensabile ed inevitabile ribellione. Perché vedete, ci sono momenti in cui è necessario svelare la realtà attraverso gesti tecnici che diventano, inevitabilmente, una riflessione politica ed etica. Qu...

Tempi moderni, politica e società del rancore

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Premessa Non parto da un’idea astratta, ma da ciò che vedo e vivo quotidianamente, quando esco di casa, quando entro in un supermercato, quando prendo un autobus o guido nel traffico. Percepisco con nettezza un clima diverso rispetto al passato. Non è una suggestione vaga: è un dato esperienziale che si ripete e che colgo nei gesti più bruschi, nei toni più alti, negli sguardi più diffidenti, nella rapidità con cui scatta l’irritazione. Non sto dicendo che “tutti” siano aggressivi, né che non esistano ancora gentilezza o solidarietà, ma di certo una tonalità emotiva diffusa è indiscutibile: una tensione di fondo che rende le interazioni più fragili, più facilmente conflittuali, meno pazienti. Dove un tempo bastava un gesto di cortesia, oggi basta un nulla per innescare una reazione sproporzionata. Mi interrogo sul significato di questa inquietudine, della rabbia, del diffuso senso di insicurezza, che trova espressione sia nella dimensione privata che, in modo eclatante, in quella pubbl...